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"SESSUOLOGIA"



SESSO ORALE… SICURO!


Sesso orale… sicuro!
Nelle scorse settimane è apparsa sui giornali di tutto il mondo un articolo sulla malattia che ha colpito Michael Douglas. L’attore americano, già in cura in passato per la sua dipendenza dal sesso, parla apertamente del tumore maligno del cavo orale, delle terapia cui si è sottoposto e delle possibili cause che hanno determinato l’insorgenza del cancro. Si sofferma sulla probabilità che la sua grande passione per il sesso orale, a detta dei medici, abbia giocato un ruolo determinante nel causare la malattia, salvo poi smentire la notizia… Vediamo di capire se, come e quando il sesso orale può veramente diventare una pratica sessuale pericolosa per la salute di entrambi i partner.
Nella coppia fissa e sana il problema non si pone. Il tipo di relazioni che viviamo attualmente ci induce a fare i conti con una realtà ben diversa, ovvero che ogni nuovo partner ci apporta un cocktail di germi e soprattutto virus nuovi, nei confronti dei quali potremmo non essere protetti. Classico esempio di infezione virale acuta a qualche giorno di distanza da rapporti non protetti con un nuovo partner è l’herpes genitalis, bollicine che compaiono sulle mucose di piccole e grandi labbra, estremamente dolorose, associata a febbre e linfonodi locali ingrossati. Altro rischio elevato nei giorni o settimane successivi al cambio di partner è l’infeziona da Trichomonas genitalis, un protozoo che causa intenso fastidio interno, prurito e perdite di odore sgradevole. Recentemente, ma non troppo, si stanno diffondendo alcune malattie a trasmissione sessuale clinicamente subdole, cioè accompagnate da sintomi lievi, spesso trascurati o confondibili con disturbi della sfera urologica (infezioni da Chlamydia e Ureaplasma). Anche l’uomo può essere colpito da tali infezioni che però solo in caso di herpes portano al consulto con lo specialista, mentre negli altri casi i vaghi sintomi uretrali o prostatici vengono dal maschio colpevolmente trascurati. Esiste poi il capitolo delle malattie sostenute dal Virus del Papilloma Umano, detto HPV. Si tratta di una classe di decine e decine di sottotipi virali che possiamo sostanzialmente dividere in un gruppo che causa i condilomi ed un gruppo coinvolto nella patogenesi di forme tumorali tra cui quelle del collo dell’utero. La trasmissione di questo virus avviene per contatto diretto e ripetuto fra mucose: per questo motivo le aree anatomiche interessate dall’infezione sono per lo più i genitali esterni, il collo dell’utero e le zone perianeale e anale. Le mucose sanno difendersi dall’infezione e sanno guarire in maniera spontanea una volta sviluppata la manifestazione clinica, ma quando la carica virale è imponente e ripetuta e/o le difese immunitarie si affievoliscono ecco la comparsa del quadro clinico più eclatante, la condilomatosi florida. I sottotipi virali dell’HPV responsabili di patologie più gravi fino alle forme cancerogene prediligono, invece, le mucose in trasformazione, cioè sottoposte a stimoli fisici ed irritativi con successiva riparazione in distretti corporei in cui c’è un passaggio da un tipo di mucosa (nello specifico, quella che riveste la vagina), ad uno completamente diverso (quella dell’interno dell’utero). Il punto di passaggio è il collo dell’utero. Un’infezione da HPV può comportare una trasformazione maligna con alterazioni cellulare ben visibile al Pap test, l’esame indolore e gratuito offerto dal servizio sanitario nazionale o effettuabile in corso di visita ginecologica periodica dal proprio ginecologo, cui dovrebbero sottoporsi tutte le donne regolarmente. Dal momento in cui si scopre una lesione da HPV, specie se sostenuta dai ceppi più pericolosi, è possibile la progressione della malattia, in circa 10 anni, fino al cancro del collo dell’utero. Basta curare le lesioni e la guarigione dalla patologia è assicurata e con essa anche la possibilità di salvare la futura fertilità (il collo dell’utero ha la funzione di tenere chiuso l’utero per far progredire la gravidanza fino al completo sviluppo del feto). Anche l’uomo può essere portatore del virus, anche il maschio può ammalare di condilomatosi florida genitale o sviluppare il cancro del pene da HPV. Non è un tumore molto frequente, ma la sua incidenza è in notevole aumento negli ultimi tempi.
Cosa succede se si pratica sesso orale o anale con un partner portatore di tale infezione? A livello anale il pericolo è rappresentato dalle microlesioni della mucosa durante la penetrazione, che rappresentano una ulteriore via di accesso per il virus e giustificano il grande numero di pazienti, donne ma anche uomini (per lo più omosessuali), con condilomatosi florida dell’ano e del canale anale. A livello orale invece, fino a qualche decennio fa si diceva che il rivestimento della bocca fosse molto protettivo nei confronti del virus (a meno chè non fossero presenti ulcerazioni gengivali o stomatiti) e le lesioni più frequenti fossero gli hepes labiali dopo rapporto con soggetto nella fase infettante di un herpes genitalis. Ultimamente sono sempre più frequenti lesioni riconducibili all’HPV, condilomi piatti per lo più, nel cavo orale, nella faringe e nella laringe, in quest’ultima sede sottoforma di polipi. Il virus attaccherebbe le mucose in trasformazione, quelle che per sede e funzione sono soggette a veloce riparazione dopo insulto di tipo alimentare, traumatico (lavorare con la voce, per es. nell’insegnante o nel cantante) o chimico (fumo). Si tratta di lesioni precancerose, del tutto simili a quelle rilevabili sul collo dell’utero nella donna tramite Pap Test, che se curate in tempo guariscono totalmente ma se trascurate presentano un’evoluzione verso il cancro.
Cosa fare? A parte l’estensione della vaccinazione contro l’HPV anche ai maschietti, non solo alle dodicenni, un accurato controllo dall’otorino ogni qual volta ci si trovi alle prese con disturbi oro-faringo-laringei permette di porre una diagnosi precoce con successiva adeguata terapia. La prevenzione si gioca coltivando questa arte amatoria nella coppia fissa, quando la ragazza si sottopone a controlli e sa di essere o meno portatrice del virus dell HPV, condizione che dovrebbe indurre a limitare il sesso orale fino alla guarigione “clinica” dell’infezione. In tutti gli altri casi, quando non c’è ancora l’intima comunicazione degli amanti, meglio astenersi e usare comunque il preservativo (anche quello femminile!!) per qualsiasi rapporto che preveda il contatto diretto tra muose, genitali, oralo o anali.
Per molte coppie la triade sesso genitale-orale-anale rappresenta l’abc della sessualità appagante. La prevenzione, l’onestà nella comunicazione intima e il buon senso costituiscono la base per una sessualità completa, giocosa e in sicurezza. Buon divertimento ma attenzione!

 


LA DEFAILLANCE CON L’AMANTE!!


Quando l’ansia da prestazione ha la meglio…

Sono tante le motivazioni che spingono l’uomo a chiedere una consulenza al sessuologo. Curiosamente, ma non troppo, negli ultimi tempi viene sempre più richiesto un aiuto per risolvere problemi sessuali nei rapporti con una nuova partner.
Può trattarsi del ragazzo che finalmente incontra colei che reputa la “donna della sua vita”, dell’uomo che passa con estrema disinvoltura da un letto all’altro e, quando meno se l’aspetta, scivola su un lenzuolo ruvido, oppure del pater familias che incappa in un innamoramento paralizzante.
Gli episodi raccontati si somigliano un po’ tutti.
L’inaspettata defaillance viene descritta come erezione persa sul più bello, erezione scarsa e comunque non “come mio solito”, assenza di qualsiasi reazione del corpo, eiaculazione anticipata, prima dell’introduzione o senza erezione, eiaculazione impossibile… Le difficoltà sessuali che si manifestano come fulmine a ciel sereno con una determinata compagna, magari dopo anni e anni di esperienze sessuali soddisfacenti, gettano l’uomo in un profondo sconforto.
Un’attenta anamnesi, cioè l’accurata raccolta di dati oggettivi (cosa succede) e soggettivi (cosa provo, come mi sento) permette di chiarire i fatti.
L’elemento centrale è un singolo episodio di insufficienza sessuale accompagnato da una sensazione di inadeguatezza sia per l’insuccesso in sé sia per la (paura della) reazione della partner. Il vissuto del soggetto in questione è permeato di ansia ed angoscia e i pensieri ricorrenti sono “cosa mi sta succedendo?”, “sono malato” e “mi capiterà ancora?”

Tutti gli esseri umani, uomini o donne che siano, nel corso della loro vita possono sperimentare episodi di inadeguatezza sessuale per i motivi più diversi e nelle occasioni più inaspettate.
Quando la risposta sessuale può essere definita “inadeguata”?
Facciamo un passo indietro…
Una risposta sessuale adeguata nasce dall’integrazione di elementi organici (il corpo), psicologici (la mente) e relazionali (l’altro). E’ lo stato psicologico del soggetto al momento dell’incontro che permette questa integrazione e il conseguente abbandono alle sensazioni e alle fantasie, pur nella consapevolezza del tempo presente, dei propri pensieri e della presenza dell’altro. Ma se l’ambiente non è tranquillizzante e prevale la paura di essere scoperto, se elementi prettamente corporali, olfattivi o visivi, non sono accettabili, se il senso di colpa si fa sentire (o colpisce senza farsi sentire), se la partner evoca sensazioni od emozioni inconsciamente disturbanti, o “pretende” una prestazione, se, dopo un lungo corteggiamento, l’uomo sente di doversi dimostrare non solo abile conquistatore ma anche amante esperto e capace, se la stanchezza prevale sul desiderio…. il rapporto può non essere gratificante, se non totalmente fallimentare.
Fin qui siamo tutti sulla stessa barca, può succedere a tutti di sperimentare un incontro sessuale non altezza delle aspettative. E’ la reazione al singolo episodio che fa la differenza.
Vediamo perché.
La defaillance sessuale, sebbene in alcuni casi possa essere espressione di conflittualità con radici inconsce, il più delle volte si manifesta per motivazioni banali, non necessariamente destinate a ripetersi. Un uomo sicuro di sé, fiducioso delle proprie capacità amatorie e con la giusta dose di autoironia giudica l’incidente come tale: cosciente che l’episodio potrà anche ripetersi, vive la sessualità con immutato entusiasmo. L’uomo stressato, che affronta con ansia gli incerti della vita, che necessita di continue rassicurazioni sulla validità del suo operato, il perfezionista o semplicemente l’uomo “sensibile” … prende molto seriamente l’accaduto, si sofferma a studiarne attentamente le sfumature, cercando di capirne il perché. “E poi perché proprio a me?”
Per questa tipologia di uomo il successivo incontro sessuale non sarà un momento di gioco ma l’occasione per mettersi alla prova, per studiarsi ed osservarsi al punto di comportarsi un po’ come spettatore di se stesso. Il fenomeno dello “spectatoring” in ambito sessuologico, cioè la tendenza a focalizzare l’attenzione non tanto sulle sensazioni erotiche, piacevoli, ma sullo stato della propria erezione, è altamente distruttivo per la sessualità. L’ansia anticipatoria relativa alla prestazione sessuale innesca il circolo vizioso paura dell’insuccesso – deficit erettivo – paura, con possibile e probabile escalation da singolo episodio di risposta erettiva insoddisfacente, peraltro passeggera, a stato di deficit erettivo grave e cronicizzato. Per quale motivo l’ansia è così deleteria per la gioia sessuale?

Le vie nervose al servizio della sessualità raccolgono gli stimoli potenzialmente erogeni provenienti dai cinque organi di senso e li convogliano verso i centri “superiori”, situati nel cervello, dove vengono elaborati, interpretati ed arricchiti dalle emozioni. E’ esperienza comune che un’eccitazione sessuale possa essere avvertita semplicemente pensando ad una situazione erotica, una fantasia, percependo un odore od osservando un particolare del corpo del partner. Può capitare che l’uomo sperimenti una eccitazione in seguito alle vibrazioni durante un viaggio in autobus o in seguito all’immersione in acqua, per es. al mare.
I centri superiori decidono se lo stimolo e la situazione sono appropriati, facilitando od ostacolando la progressione dell’eccitamento. Queste aree cerebrali sono inoltre responsabili di quelle impressioni soggettive, che chiamiamo emozioni, che colorano la sessualità lasciandoci il dolce ricordo dell’incontro, il desiderio di ritrovarci… che collegano, in definitiva, l’attività istintiva all’affettività.
La nota dolente è che i centri “sessuali” sono in stretta relazione con i centri nervosi che assicurano all’individuo la sopravvivenza e che permettono, quasi automaticamente, la fuga di fronte ad un grave pericolo. Se scatta una reazione di allarme, fisiologicamente non è più possibile iniziare o continuare una qualsiasi attività sessuale, che rappresenterebbe una inutile quanto inopportuna dispersione di preziose energie necessarie per la “fuga”. Del resto si è mai visto un uomo delle caverne fuggire da un animale feroce col pene in erezione?
Quindi, paura, angoscia e purtroppo anche l’ansia agiscono sulla reattività sessuale dell’uomo moderno nello stesso modo in cui una belva agiva migliaia di anni fa sull’uomo primitivo, cioè mortificandone la funzione sessuale fino ad inibirla. Si tratta semplicemente di un meccanismo di difesa al servizio della sopravvivenza e a danno della sessualità.
Le terapie sessuologiche aiutano a spezzare questo circolo vizioso, aiutano a guarire, la terapia farmacologica, pillola azzurra e co., ci mette una pezza momentanea… A voi la scelta.



 

UN SEX-TOY IN CAMERA DA LETTO?


Un sextoy in camera da letto?

Sebbene l’immagine del sextoy venga spontaneamente accostata all’uomo o alla donna single, che lo sceglie in base ai propri desideri ed aspettative, attualmente sempre più coppie si recano con disinvoltura in un negozio specializzato per farsi un regalo tra le lenzuola. Se invece si opta per salto nel sexy-shop con amiche spesso lo scopo è da ricercare nel desiderio di fare una “sorpresina” da gustare nell’intimità, non nel solipsismo, ma col proprio partner.
Per alcuni uomini, tuttavia, rimane ancora la convinzione che un altro fallo tra le lenzuola oltre il proprio non sia accettabile, anche se inanimato, o forse a maggior ragione! Per molto tempo poi, la presenza di un vibratore nella camera da letto della coppia veniva tollerata solo in caso di grande difficoltà sessuale, vuoi per scarsa reazione femminile, vuoi per disfunzione maschile, soprattutto dell’erezione.
Oggi l’uso dei giocattoli erotici rappresenta una concreta possibilità di arricchimento della vita sessuale della coppia. La scelta consapevole di entrambi i partner sembra essere l’elemento chiave per una buona accettabilità del giocattolo come fonte ausiliaria di soddisfazione sessuale. Senza la complicità la sensazione di intrusione nella intimità ha il sopravvento sull’input ludico offerto.
Dopo l’uscita del romanzo “Cinquanta sfumature di Grigio”, negli Stati Uniti è aumentato notevolmente la vendita di giocattoli sessuali, in particolare delle “pleasure beads”, le palline vaginali e delle manette.
Vediamo allora nello specifico cosa possono offrire i sextoys alla coppia stabile e sana.

Le palline vaginali
Si tratta di due palline di plastica, gomma o silicone, a seconda della marca, di pochi centimetri di diametro con nucleo centrale pesante, in genere di metallo, che si muove in risposta ai movimenti del corpo o dei muscoli che le circondano. Funzione.
1. Hanno significato terapeutica in caso di alterato tono muscolare del pavimento pelvico, in corso di prolasso genitale o incontinenza urinaria: la ritmica contrazione dei muscoli della vagina fa muovere le palline, con sensazione piacevole e irrobustisce i fasci muscolari, contribuendo alla risoluzione o al miglioramento dei disturbi.
2, Dal punto di vista meramente erotico, indossare le palline per alcune ore, magari durante una passeggiata in centro o a cena in ristorante col partner, induce ripetuta sensazione di presenza interna piacevole in sé, ancor di più se elaborata a livello mentale come preludio al rapporto sessuale. I benefici tecnici una volta estratte le palline, anche dall’uomo come gioco, non si limitano ad una vagina pronta in termini di apertura e lubrificazione ma comprendono una maggiore efficienza della muscolatura locale, il cui tono tanta importanza ha per esempio negli esercizi del Tantra per il controllo e potenziamento dell’orgasmo maschile e femminile.

Le manette
Essere legati, imbavagliati e magari anche bendati induce una reazione di allerta e paura che inibisce la reattività sessuale: in situazioni interpretate come pericolo l’ultima delle funzioni ad attivarsi è quella sessuale, che risulterebbe una inutile perdita di energia se si deve fuggire! La scarica di adrenalina da stress o timore è tra l’altro la prima causa di deficit dell’eccitazione per esempio nell’ansia da prestazione. Qua però il clima non è di pericolo, anzi.
Funzione
1. Miglioramento della fase eccitatoria/sensoriale. Se la fiducia in chi abbiamo di fronte supera l’istintiva paura di essere in totale balia dell’altro (cosa possibile per lo più nella coppia affiatata, raramente tra sconosciuti), il gioco del non vedere, non muoversi permette di lasciarsi andare alle sensazioni fisiche, massaggi manuali, con piume, con ghiaccio…, uditive, musica o frasi sussurrate e in particolare alle emozioni da queste suscitate.
2. Potenziamento della fiducia. Si tratta di un’esperienza un po’ forte, a volte difficile da accettare ma in grado di rinforzare, quando entrambi i partner sono consenzienti, la fiducia reciproca, il prenderci cura dell’altro (momento altruistico) e la capacità di chiudere i canali sensoriali col mondo per immergerci nel nostro personale abbandono erotico (momento egoistico) .

I vibratori
Tipologia
Vibratore classico, ad aspetto fallico. Normalmente viene usato in assenza del compagno ma in realtà è utilizzabile anche nella coppia per “preparare il campo” al rapporto completo. Molto interessante è il giocattolo sessuale conformato per la ricerca del punto G nella donna: è intuitivo che se da un lato l’oggetto permetta un’esplorazione più approfondita della fisiologia sessuale femminile, dall’altro possa correre in aiuto ad un partner maschile un po’ veloce, incapace di offrire una prolungata e vigorosa stimolazione ad una compagna esigente e un po’”lunga” nei tempi…
Vibratore non fallico. Esistono in commercio giocattoli erotici vibranti di forma variabile, a ferro di cavallo, simili al mouse del computer, ad anello con castone semovente ecc… La valenza erotica di tali oggetti è da ricondurre alla loro capacità di aumentare la stimolazione fisica di vari distretti, schiena, collo, gambe, piede, perineo, regione mammaria ecc. per realizzare una sorta di esplorazione sensoriale del corpo. Giocare con un sextoy vibrante non-fallico può aiutare la coppia a dilatare il periodo che precede il rapporto penetrativo, con indubbi vantaggi sia per mappare le zone erotiche del partner sia per superare le difficoltà o franchi problemi della fase dell’eccitazione sessuale. In questa ottica i vibratori sono anche ottimi presidi medici per le terapie sessuologiche.

I giocattoli erotici, come già accennato, offrono indubbi benefici per la sessualità della coppia, a patto che entrambi i partner ne accettino liberamente il loro ingresso in camera da letto. Non si tratta di surrogati del corpo del compagno ma di strumenti per godere in maniera più completa della componente comunicativa e ludica dell’erotismo. Buon divertimento!


 

A LEZIONE DA MR. GREY


La trilogia delle “50 sfumature” è un romanzo erotico che avvince, eccita la fantasia, appassiona e… insegna. Man mano ci si addentra nella lettura non si può fare a meno di paragonare le vicissitudini sentimental-sessuali della coppia alle nostre personali esperienze e se per alcuni la sensazione è del classico deja vu per altri, la maggioranza, il pensiero corre alla possibilità di trarre spunti dal racconto per modificare e vivacizzare la propria vita sessuale. In questo sta il grande successo dei tre libri.

Vediamo in dettaglio cosa ci suggeriscono Ana e Christian.

 

Preliminari!!!

Dal punto di vista meramente tecnico, tutti gli approcci erotici hanno come filo conduttore un tempo estremamente dilatato dedicato ai giochi pre-introduzione. Tutto il corpo viene erotizzato, le zone erogene sono presentate come aree estremamente personali, da esplorare e scoprire (il piede e l’interno della caviglia per esempio); la loro stimolazione poi è garantita sì da mani e lingua ma anche da oggetti e da liquidi (al limite tra piacere e dolore). Solo successivamente alla metabolizzazione in senso erotico delle sensazioni, cioè solo dopo aver constatato l’effettivo accendersi della partner, “come sei bagnata, Ana!”, avviene la penetrazione. Addirittura si arriva quasi sempre alla fatidica frase pronunciata da lei che lo implora ad entrare “Christian, ti prego!”.

 

A che cosa serve il sesso?

Più di una volta ho definito il sesso come teatro della vita, ovvero come quel personalissimo luogo in cui ognuno di noi si cala nel personaggio che in quel momento permette di scaricare gioie, preoccupazioni, aggressività, dolcezza, euforia, severità, controllo, sottomissione. Il romanzo è un trattato in questo senso. Dal “sesso alla vaniglia”, tradizionale, che soddisfa i requisiti di puro scambio di piacere ed affettività, si passa al sesso nella Stanza Rossa, il più estremo, in cui prevale l’aspetto di totale controllo esercitato da Mr. Grey su Miss Steele e che permette a lui di curare le “mani che prudono”. L’impossibilità di tenere sotto controllo la relazione con Anastasia, la sua vita, il suo lavoro, le sue amicizie, inducono in Christian frustrazione, rabbia e voglia di punirla, di sculacciarla. Ecco che il gioco erotico “sadico” soddisfa ancora una volta una esigenza del quotidiano, aggressività, pur al servizio della soddisfazione della coppia ( “lo scopo è il piacere, Ana”).   

 

Giocattoli erotici.

Mr. Grey utilizza magistralmente gli strumenti erotici! Il più delle volte l’uomo non gradisce la presenza di un altro fallo in camera da letto, anche se inanimato: la competizione che ne scaturisce sembra persa in partenza. Christian dimostra che il vibratore può non essere un surrogato del genitale maschile quando usato in coppia, bensì un giocattolo al suo servizio che vivacizza l’incontro e prepara il terreno al piatto fondamentale.

Curioso invece è la descrizione dell’utilizzo delle cosiddette palline thailandesi. Le “pleasure beads”, così chiamate nelle “50 sfumature”, sono sfere di pochi centimetri di diametro a seconda della misura scelta, in genere in numero di due legate tra loro, costituite da materiale sintetico e con nucleo centrale metallico pesante e mobile. Vengono inserite in vagina al di fuori del rapporto, mantenute in sede per minuti o ore, spesso prima di andare a cena o a teatro in coppia. Si attivano col movimento del corpo, camminando per esempio, grazie al nucleo centrale pesante o con la contrazione ritmica dei muscoli del pavimento pelvico. In effetti vengono a volte consigliate per ripristinare un corretto assetto muscolare del pavimento pelvico dopo il parto o in alcune patologie e per potenziare i muscoli coinvolti negli esercizi del tantra. Sta di fatto che la sensazione di pienezza e di leggero e ripetuto movimento in vagina causa eccitazione prolungata e prepara fisicamente e mentalmente alla penetrazione. Nel romanzo è descritto un aspetto quasi fastidioso legato alla presenza delle perle ma il tutto rientra nella eccessiva, quasi irreale, sensibilità erotica di Anastasia, di cui abbiamo parlato in precedenza.

Esistono anche palline per stimolazione anale, in numero maggiore, almeno 6-8, di diametro decrescente, collegate fra loro e fermate, all’estremo con pallina più grande, da un anello. Christian invece usa dilatatori a forma di cono ma non per preparare al rapporto anale bensì per arricchire le sensazioni erotiche stimolando anche quel distretto, con un oggetto che poi estrae violentemente al momento del di lei orgasmo.  

 

Devianza sì, ma con estrema correttezza!

Abbiamo visto che la condotta sessuale deviante soddisfa un bisogno fondamentale per Mr Grey, quello del controllo, che affonda le radici nella sua infelice e traumatica infanzia. La necessità quasi patologica di controllare tutti gli aspetti della sua vita causa intensa frustrazione. Mentre nel quotidiano tale bisogno risulta a volte impossibile da soddisfare, soprattutto nella relazione con una vivace ed irrequieta Anastasia, in camera da letto poter disporre a suo piacimento di sensazioni ed emozioni della partner permette di esorcizzare tutte le sue paure ed incertezze. In definitiva, il gioco sadico a cui sottopone le sue Sottomesse altro non è se non la terapia per la sua sofferenza. Nel suo gioco terapeutico Mr. Grey si dimostra davvero un signore, chiedendo un consenso, addirittura scritto, ai giochi, eliminando gli aspetti pericolosi (fuoco, controllo del respiro ecc.), spiegando chiaramente i termini di ciò che vuole fare, fornendo una “safeword” che poi rispetta in pieno quando sussurrata dalla compagna e soprattutto lasciando libera la partner di scegliere se accompagnarlo o andarsene…

 

Liberare la mente!

Un altro input da abbracciare e mutuare è la precisa ed accurata preparazione del congresso erotico. E’ la scelta del luogo, comodo quando si può, talvolta bizzarro o inusuale, quasi indecente quando meno te lo aspetti; del colore, per esempio la Stanza dei giochi non a caso è rossa; della temperatura, non tanto della stanza o dei luoghi prescelti, che già hanno le loro peculiarità, bensì degli oggetti usati per stimolare, dalle cere calde, agli olii e i cubetti di ghiaccio; del profumo, incensi e cuoio trattati. Che dire della musica, scelta in maniera impeccabile per significati, emozioni che suscitano e capacità di penetrare mente e corpo.  Dulcis in fundo, le immagini, o meglio la non immagine fisica (bendatura!!) sostituita dai flash visivi delle emozioni. Tutta questa cura quasi maniacale del congresso amoroso permette alla partner di lasciare fuori dalla stanza pensieri o sensazioni disturbanti. Nella Stanza Rossa Christian isola totalmente Anastasia immergendola bendata in musica molto coinvolgente e penetrante, lasciando aperto il solo canale sensoriale per il tatto, piacevole con carezze o doloroso con sculacciate. Il risultato è un univoco convogliare di sensazioni corporee verso una mente libera ed aperta, che operi una corretta interpretazione dell’esperienza verso il piacere orgasmico. In questo Christian è un vero maestro!

 

Passare dal sesso a fare l’amore.

Il romanzo di E.L. James offre una leggera ma realistica descrizione della nascita di una storia d’amore. Come confermato alla fine del terzo libro, il “Rosso”, la relazione inizia sotto l’egida  dell’erotismo più istintivo e puro: Christian prova una forte attrazione fisica per Anastasia, pensa che lei possa essere una perfetta “Sottomessa” e le comunica subito, inequivocabilmente, che lui non fa l’amore ma “fotte senza pietà”. Ana, seppur delusa dalla mancanza di quegli aspetti romantici che sperava potessero colorare la sua prima volta, si lascia accompagnare nel bosco da questo splendido esemplare di maschio.  Comincia una storia di sesso in cui lui chiede a lei la sottomissione, lei concede erotismo ma pretende “di più”. L’appagamento sessuale reciproco, potentissimo collante nella coppia, viene man mano condito dal prendersi cura dell’altro, dal preoccuparsi del benessere psicologico ed emotivo del partner, dall’affetto nascente. Questo oscillare dall’affettività più profonda all’erotismo quasi bestiale, questo fitto intreccio di tenerezza e piacere fisico configura ciò che comunemente chiamiamo Amore. Riuscire a mantenere armonicamente questi due aspetti apparentemente antitetici, integrandoli e proteggendoli dalle interferenze del quotidiano rappresenta la sfida della vita a due e familiare. I tre volumi sono uno specchio fedele di questo processo amoroso, in particolare della passione il Grigio, dell’amore il Nero, della relazione il Rosso.

 

Grazie Mr. Grey!



 

L’UOMO che… NON VIENE MAI !


L’uomo che non viene mai!

Le donne che richiedono una consulenza sessuologica per l’incapacità del proprio partner di “godere” del rapporto sessuale sono sempre più numerose. Il termine tecnico per descrivere questa disfunzione, di cui soffrono molti più uomini di quanto si pensi, è eiaculazione ritardata. Il fatto che questi uomini durino così a lungo e “non vengano mai” rappresenta oggetto di invidia da parte di tanti eiaculatori precoci. Si tratta invece di un problema molto frustrante per la coppia, per l’uomo e non ultimo per il sessuologo clinico, che allo stato attuale delle conoscenze, non dispone di tanti mezzi terapeutici.

Andiamo con ordine.
L’eiaculazione ritardata nella sua forma lieve prevede comunque eiaculazione in vagina ma solo dopo un rapporto vigoroso e prolungato, spesso estenuante (30-45 minuti).
La forma un po’ più grave è caratterizzata dalla assoluta incapacità da parte dell’uomo di eiaculare in vagina ma la stimolazione manuale o orale permette di concludere il rapporto all’esterno. Talvolta anche il solo “uscire” consente all’uomo di lasciarsi andare…
Ancora più severo è il quadro in cui la presenza della partner impedisce di fatto l’eiaculazione, rendendo necessaria la masturbazione anche dopo ore dal rapporto in assoluta riservatezza. C’è chi parla di “anorgasmia da partner” e di orientamento sessuale né etero né omo bensì “auto-sessuale”: in sostanza il paziente trova eroticamente eccitante soltanto il proprio toccarsi e prova maggior piacere dalla masturbazione che dai rapporti sessuali con la partner.
La forma più grave in assoluto prevede la totale impossibilità di eiaculare, con svuotamento inconscio del liquido seminale, senza alcun percorso erotico. E’ un’evenienza rara che spesso accompagna problemi psicologici profondi, a volte sindromi psichiatriche o patologie organiche severe che coinvolgono anche le strutture che regolano la funzione eiaculatoria, di cui in definitiva la disfunzione sessuale rappresenta un epifenomeno, la punta dell’iceberg.

Esiste anche la possibilità per l’uomo di avere l’orgasmo in assenza di eiaculazione, una sorta di orgasmo asciutto, che configura un’altra patologia, la cosiddetta eiaculazione retrograda, spesso causata da patologie organiche, per es. disturbi neurologici e diabete e di cui non mi occuperò in questo articolo.

La coppia giunge in consulenza quasi sempre su richiesta o franca insistenza della partner la quale, dopo un periodo di soddisfazione ed esaltazione per rapporti prolungati e multi-orgasmici (specie se la donna è molto reattiva a livello vaginale!!!), sperimenta una fase di frustrazione, preoccupazione e smarrimento con profondi dubbi sulla propria seduttività. All’incertezza sulla propria capacità di soddisfare sessualmente il compagno si associa inevitabilmente un disagio fisico locale, sottoforma di infiammazione con bruciore fino al dolore più o meno intenso causato dall’eccessivo attrito per il prolungamento della fase coitale. Il circolo vizioso che si instaura bene presto è chiuso dalla diminuzione sempre più forte del desiderio sessuale che anticipa il rapporto e che induce ad un comportamento evitante da parte della donna.
Nelle coppie con rapporto strutturato in due tempi, penetrazione per la soddisfazione di lei e sesso orale per il piacere maschile, con raggiunto e stabilizzato equilibrio erotico, il colloquio sessuologico viene in genere richiesto solo per superare il problema riproduttivo. Si tratta in genere di coppie di lunga data in grado con i propri strumenti psicologici di superare la difficoltà sessuale, fino alla erotizzazione della modalità in due tempi di fruizione del piacere.

Tralasciando il quadro grave, di pertinenza più medica che sessuologica, nelle forme più lievi, che sono anche le più frequenti, spicca la caratteristica della situazionalità, ovvero la disfunzione si accentua o compare con determinate partner, in determinate occasioni, inducendo l’uomo ad una sorta di “finzione”, che ricorda la finzione femminile nella anorgasmia. Sarà solo con una amante “degna” di onestà sessuale che l’uomo si avvicina al riconoscimento della propria disfunzione e chiede inconsciamente aiuto alla partner.
Nei casi di eiaculazione ritardata situazionale la componente psicologica nel determinismo della disfunzione è palese: quella specifica partner induce nella psiche maschile meccanismi inconsci di protezione nei confronti di un comportamento in ultima analisi “pericoloso” per il suo equilibrio. In base alla mia esperienza clinica, questi soggetti presentano spesso dei tratti ossessivi di personalità per cui tendono a tenere tutto sotto controllo e l’orgasmo rappresenta quasi per definizione un momento di perdita di controllo della realtà.

Ripetuti episodi di ritardata o mancata eiaculazione dopo anni di vita sessuale soddisfacente devono imporre una accurata anamnesi da parte del sessuologo clinico, perché molte terapie, per es. con antidepressivi, possono dare periodi di normale desiderio sessuale ma anorgasmia. Alcune malattie neurologiche progressive, sclerosi multipla, possono dare segno di sé con allungamento dei tempi per il raggiungimento dell’eiaculazione, per cui è sempre consigliabile un colloquio, una semplice consulenza con uno specialista medico per il corretto inquadramento della disfunzione.
Forme lievi e passeggere di anorgasmia nell’uomo accompagnano spesso periodi di difficoltà intrapsichiche o relazionale, momenti di stress anche lavorativi… e sono non raramente di spontanea risoluzione.

Non sempre è così!
Quando l’inibizione è più severa e caratterizza da sempre la propria vita sessuale, con mancanza di orgasmo-eiaculazione in presenza della partner, l’uomo non nega o abbrevia il rapporto, non nega il raggiungimento del di lei piacere, semmai priva la partner del proprio orgasmo: deprivare la compagna sessuale del proprio piacere viene interpretato dagli analisti come una forma di rifiuto o aperta ostilità nei confronti della donna. In ultima analisi, credo che le forme gravi di eiaculazione ritardata siano di pertinenza dello psicologo-psicanalista, perché il problema risiede nella profondità, nelle paure inconsce del soggetto.

Le terapie a disposizione non sono tante e i risultati sono alterni. A terapie di tipo comportamentale (psicoterapia mansionale intergrata) che coinvolge la coppia, si stanno associando terapie con specifica terapeuta che in un certo senso “assorba” l’odio inconscio per il sesso-calvario…. Sono allo studio inoltre soluzioni farmacologiche di cui ne sapremo di più in futuro.
Considerando le molteplici cause di questa disfunzione penso che un colloquio col sessuologo clinico, quindi un medico esperto di sessuologia, sia il promo passo da compiere per il paziento affetto da eiaculazione ritardata, perché l’individuazione dei fattori di rischio o degli ostacoli al raggiungimento del piacere e la loro rimozione rappresenta la tappa fondamentale, a volte sufficiente!, per un netto miglioramento della vita sessuale sua e della coppia.







 

A che cosa serve il sesso?


Larisposta più immediata è per fare un figlio. In realtà
viene da pensare che il sesso serva soprattutto per provare
piacere. Se valutiamo quante volte nella vita si hanno rapporti sessuali per gene- rare un figlio, a parte le coppie con problemi di infertilità, notiamo che, esauriti i tre /sei mesi di tentativi per ogni gravidanza, il sesso viene comunque praticato nella coppia sana più o meno regolarmente per anni, decenni….. ma perché? Qual è il significato del legame erotico nella coppia?
L’appagamento orgasmico reciproco, che arricchisce l’istinto di accoppia- mento, costituisce il nucleo fonda- mentale del legame erotico della cop- pia. Raramente si riesce ad ottenerlo agli esordi della relazione, quando
in preda all’esaltazione soggettiva il numero elevato di congiungimenti sopperisce allo scarso rendimen- to tecnico: l’orgasmo reciproco in condizioni soddisfacenti richiede un certo periodo di tempo, un rodaggio facilitato da esperienza pregresse, capacità comunicative, “intelligenza erotica”.
Una volta instaurato un rituale erotico rassicurante per entrambi, che può variare da incontri veloci ed istintivi fino a veri convivi a forte eroticità, ecco l’inevitabilità della componente affettiva che accom- pagna le carezze e i contatti corpo- rali che preludono all’unione. La stessa manifestazione delle reazioni orgasmiche, adesso sincera e senza freni, rappresenta un dono, il dono all’altro, nella fiducia totale. Gli atti valgono in tal caso più di tante dichiarazioni!
L’intreccio tra appagamento orgasmi- co reciproco e appagamento affettivo colora ciò che chiamiamo ”amore”.
Se però consideriamo la vita sessuale con partner fisso, in una coppia sana, notiamo che il piacere sessuale per se non sembra rappresentare la vera spinta al rapporto sessuale, perché sarebbe molto più facile, più diretto e meno disturbato darsi piacere da soli.
Il vero piacere sembra non coincide- re con l’orgasmo o con la sessualità, ma con il compimento delle attività, con l’attuazione delle potenzialità legate all’agire sessuale.
Sembra complesso ed invece è ciò che ci succede tutti i giorni!
Per fruire appieno della sessualità e del piacere ad essa correlata devono essere soddisfatte esigenze diverse, quali novità, cambiamento, curiosità, aggressività, tenerezza, gioco, affer- mazione di sè…
Vediamole una per una. Sarebbe semplicistico pensare che novità e cambiamento siano espres- sione della necessità di cambiare partner: la stessa reiterata sostituzio- ne dell’oggetto sessuale assume ca- ratteristiche di ripetizione e noia. La novità è rappresentata semmai dalla capacità dell’oggetto di rivelare nuovi aspetti e soprattutto dalla capacità del compagno di coglierli. La curiosità è la tendenza ad amplia- re la conoscenza di sé e dell’altro, è esplorazione del mondo sensoriale, percettivo-erotico che non dovrebbe
mai mancare nella coppia fantasiosa. Gli aspetti aggressivi della nostra perso- nalità, intesi come motivazione a lottare, a competere, a dominare, al limite a “violen- tare” l’altro, possono essere espressi nel far l’amore sovente con modalità particolarmen- te intense, ma ancora “sane”, ma le cui im-
plicazioni psicoanalitiche esulano da questa trattazione. Complementariamente, l’attività sessuale soddisfa anche la motivazione del prenderci cura, preoccuparci dell’altro, dell’”aver tenerezza”.
Quando si parla di esigenze ludiche che possono essere soddisfatte con una sana pratica sessuale, ci si riferisce al fatto che nella intimità della propria camera da letto entrambi i componenti della coppia posso- no in un certo senso regredire e rivivere momenti di gioco infantile, come fanciulli spensierati. Del resto quando in età adulta è consentito giocare? Praticando sport, forse, con giochi di società, ma solo nella coppia di adulti rispettosi e consenzienti tutto è lecito, divertente e senza regole.
Soddisfare la motivazione dell’affermazione di sé tramite una sana pratica sessuale vuol dire ottenere un riconoscimento e manteni- mento della propria identità di uomo/donna, con rafforzamento della propria autostima
come amante ed oggetto erotico. Quindi, alla base della fruizione sessuale da parte dei componenti della coppia sta-
bile esiste una vasta gamma di motivazioni che solo quando armonicamente presenti e soddisfatte permettono di realizzare l’esperienza del “piacere”.
Ma allora, vengono prima la realizzazio- ne e soddisfazione personali, la propria autostima, la possibilità di esprimere liberamente componenti maschili e fem- minili nella coppia, anche a letto…che ci permettono di godere della sessualità o è piuttosto un pieno appagamento erotico a concretizzare le nostre aspirazioni e a fornirci una sorta di gioia di vivere? Ancora, può l’appagamento sessuale esse- re un metro di giudizio sulla salute della coppia e sul grado di benessere personale?
Nell’esperienza di chi scrive, la piena soddisfazione sessuale rappresenta il car- dine su cui ruota il benessere psico-fisico dell’individuo, in particolare della donna. Il circolo virtuoso appagamento sessuale- buona autostima-desiderio di impegnarsi e nutrire la coppia permette alla donna di vivere le tappe della vita e gli impegni nel quotidiano senza rimanere sopraffatta dai doveri ma potendo contare su momenti
di vicinanza col partner in un abbandono erotico rigenerante. Raramente una coppia sana con complicità erotica appagante, pur in presenza di attriti fuori dal talamo, arriva alla rottura: il collante può essere identificato proprio in quel legame erotico completo sopradescritto.
Nelle riconciliazioni dopo litigi e ancor di più dopo tradimento riuscire a sperimen- tare ancora una volta l’abbandono orga- smico, per la donna o la ripresa dell’ecci- tazione, nell’uomo, rappresenta il metro per valutare la persistenza della coppia, il perdono, la possibilità di riprendere il cammino insieme.
La piena soddisfazione sessuale è difficile da raggiungere, tuttavia una vita sessuale soggettivamente definita soddisfacente dal singolo individuo rappresenta la forza vitale più intensa e potente a disposizione di ognuno di noi. Vale davvero la pena di prenderci cura di questo aspetto della vita e di nutrirlo e coltivarlo con impegno. Il sesso serve per vivere.




 

QUANDO IL SESSO FA MALE

Provare dolore durante un’attività fisiologica che dovrebbe portare a sperimentare il piacere fisico più gratificante sembra un’eresia. Eppure sono tante le persone per lo più di sesso femminile che raccontano di provare sensazioni spiacevoli, fino al dolore durante o subito dopo un rapporto sessuale.

Il dolore accusato durante il rap- porto sessuale viene definito di- spareunia. Si riconoscono, al femminile, tre tipi di dispareunia: quella introitale, della fase iniziale che coincide con i preliminari “locali” e i tentativi di introduzione, il dolore del terzo medio della vagina, ovvero durante l’entrata e i movimenti coita- li, infine la dispareunia profonda, av- vertita dalla donna quando le spinte si fanno più vigorose e profonde.
La dispareunia dell’introito è dovu- ta per lo più ad una vestibolite, cioè all’infiammazione di quell’area com- presa tra le piccole labbra, vestibo- lo, che funge da scivolo per l’entrata del pene in erezione. Si tratta di una zona molto delicata e sensibile, in cui sboccano l’uretra e alcune ghiandole deputate alla lubrificazione della fase iniziale del rapporto. Un‘infezione/ infiammazione mal curata e protratta nel tempo compromette la funzionalità del vestibolo con difficoltà e do- lore al rapporto e cistiti post-coitum. Lo sbocco dell’uretra, infatti, è avvol- to da tessuto erettile che gonfiandosi durante l’eccitazione, protegge l’ure- tra dalla risalita dei germi; l’inibizio- ne riflessa dell’eccitazione, dovuta al dolore al tentativo di penetrazione, impedisce questo meccanismo di pro- tezione causando il bruciore urinario del giorno dopo.
L’integrità funzionale del vestibolo e della vagina in toto, inoltre, è stretta- mente correlata ad un buon assetto ormonale, per cui carenza di estroge- ni, spesso legate alla menopausa, ma anche da pillole troppo leggere o per irregolarità mestruali, possono com- prometterne la risposta eccitatoria. Se alla carenza di estrogeni si associa un deficit di androgeni, si assisterà ad un sempre maggior silenzio sessuale non solo della vagina e del vestibolo ma an- che delle strutture vulvari deputate alla fruizione del piacere, cioè il clitoride.
Per inciso, è descritto un qua- dro clinico corrispondente alla vestibolite nel maschio, detta balanite, coinvolgente il glande, che per caratteristi- che anatomiche e derivazione embrionaria è del tutto simile al vestibolo vaginale e come quest’ultimo può soffrire di infiammazioni o traumi mec- canici, per esempio da frenulo corto o per eccessiva ristret- tezza del prepuzio.
La dispareunia medio-vagina- le, causata dalla compressio- ne del genitale maschile sulle pareti vaginali, non è un vero e proprio dolore bensì una contrattura involontaria del muscolo che circonda l’ingresso della vagina avvertita come una sorta di dolore anticipato- rio, che impedisce di fatto alla donna di acco- gliere l’uomo dentro di sé. E’ il vaginismo, è il motivo principale della non consumazione del matrimonio. Si può curare con semplici terapie di decondizionamento, con esercizi sessuali che portano la donna alla piena con- sapevolezza di poter gestire volontariamen- te l’apertura o la chiusura del proprio corpo all’uomo, al piacere, alla vita.
La dispareunia profonda è legata alla presen- za di patologie della pelvi, utero grosso con fibromi, endometriosi diffusa, stati infiamma- tori e infettivi dei genitali interni o dell’inte- stino, a volte semplicemente alla congestione pelvica, fisiologica, del periodo premestrua- le. La sintomatologia in questi casi è accen- tuata da una penetrazione intempestiva, che avviene temporalmente troppo presto, senza attendere il soggettivo periodo di eccitazione che prepara la pelvi ad accogliere il genitale, sollevando il corpo uterino ed “espandendo e allungando” la vagina. In questi casi la pe- netrazione profonda fa risuonare i legamen- ti dell’utero provocando dolori, sordi, più o meno intensi che bloccano il naturale abban- dono alle sensazioni erotiche. In questi casi si insegna alla coppia come fruire della co- siddetta “penetrazione da gentiluomo”, tec- nica sessuale consigliata anche alla coppia gravida.
La penetrazione “da gentiluomo” prevede l’introduzione del genitale maschile solo per metà o poco più, orientando la stimolazione verso la parete vaginale anteriore. Una percentuale molto alta di donne individua proprio in questa area la zona di maggiore sensibilità erotica “vagina- le”, il punto G.
Da sottolineare come una penetrazione molto profon- da, operata con movimenti maschili intensi, vigorosi ed istintivi, venga spesso de- scritta ed interpretata come eroticamente piacevole solo perché testimonia una coin- volta partecipazione del maschio ma poche donne la definiscono “fisicamente” piacevole.
Le cause psicologiche, forte
depressione ed ansia, mole- stie sessuali in età infantile o adolescenzia- le, tendenza caratteriale ad anticipazioni negative e a focalizzarsi solo sugli aspet- ti negativi delle esperienze, e relazionali, rapporto di coppia conflittuale, presenza di disfunzione sessuale anche nel partner, agiscono frenando il desiderio sessuale e l’eccitazione genitale attraverso meccani- smi neuroendocrini tipici della reazione di
ansia-paura. A volte è clinicamente difficile capire se viene prima un discomfort locale ripetuto che abbatte il desiderio e la partecipazione fisica al rapporto o se invece non esista un rifiuto inconscio nei confronti del partner che rende il congresso amoroso una soffe- renza, psichica e fisica.
In base alla mia esperienza, raramente il dolore è puramente psicogeno. Dal momento che la dispareunia è un sin- tomo per lo più con i caratteri della cro- nicità, una corretta diagnosi medica, in eventuale collaborazione con altri specia- listi (psichiatri, psicoterapeuti, specialisti di terapia antalgica, fisioterapisti…) in par- ticolare nel dolore del terzo medio, è es- senziale per identificare i molteplici fattori eziologici, per orientare la terapia e, non ultimo, per evitare che la paziente frustrata da anni di sofferenza si senta ripetere che il dolore “passerà quando cambierà com- pagno sessuale” o, peggio, che il dolore “è solo nella sua testa”.
La dispareunia si può curare. Dalla dispareunia si può guarire.






 

LA DISFUNZIONE SESSUALE CON… L’AMANTE

1. La novità!!!!

Sono tante le motivazioni che spingono l’uomo a chiedere una consulenza al sessuologo. Curiosamente, ma non troppo, negli ultimi tempi viene sempre più richiesto un aiuto per risolvere problemi sessuali nei rapporti con una nuova partner.
Può trattarsi del ragazzo che finalmente incontra colei che reputa la “donna della sua vita” , dell’uomo che passa con estrema disinvoltura da un letto all’altro e, quando meno se l’aspetta, scivola su un lenzuolo ruvido, oppure del pater familias che incappa in un innamoramento paralizzante.
Gli episodi raccontati si somigliano tutti un po’.
L’inaspettata defaillance viene descritta come erezione persa sul più bello, erezione scarsa e comunque non “come mio solito”, assenza di qualsiasi reazione del corpo, eiaculazione anticipata, prima dell’introduzione o senza erezione, eiaculazione impossibile… Le difficoltà sessuali che si manifestano come fulmine a ciel sereno con una determinata compagna, magari dopo anni e anni di esperienze sessuali soddisfacenti, gettano l’uomo in un profondo sconforto.
Un’attenta anamnesi, cioè l’accurata raccolta di dati oggettivi (cosa succede) e soggettivi (cosa provo, come mi sento) permette di chiarire i fatti.
L’elemento centrale è un singolo episodio di insufficienza sessuale accompagnato da una sensazione di inadeguatezza sia per l’insuccesso in sé sia per la (paura della) reazione della partner. Il vissuto del soggetto in questione è permeato di ansia ed angoscia e i pensieri ricorrenti sono “cosa mi sta succedendo?”, “sono malato” e “mi capiterà ancora?”

Tutti gli esseri umani, uomini o donne che siano, nel corso della loro vita possono sperimentare episodi di inadeguatezza sessuale, per i motivi più diversi e nelle occasioni più inaspettate .
Quando la risposta sessuale è inadeguata?
Facciamo un passo indietro…
Una risposta sessuale adeguata nasce dall’integrazione di elementi organici (il corpo), psicologici (la mente) e relazionali (l’altro). E’ lo stato psicologico del soggetto al momento dell’incontro che permette questa integrazione e il conseguente abbandono alle sensazioni e alle fantasie, pur nella consapevolezza del tempo presente, dei propri pensieri e della presenza dell’altro.
Ma se l’ambiente non è tranquillizzante e prevale la paura di essere scoperto, se elementi prettamente corporali, olfattivi o visivi, non sono accettabili, se il senso di colpa si fa sentire (o colpisce senza farsi sentire), se la partner evoca sensazioni od emozioni inconsciamente disturbanti, o “pretende” una prestazione, se, dopo un lungo corteggiamento, l’uomo sente di doversi dimostrare non solo abile conquistatore ma anche amante esperto e capace, se la stanchezza prevale sul desiderio…. il rapporto può non essere gratificante, se non totalmente fallimentare.
Fin qui siamo tutti sulla stessa barca, può succedere a tutti di sperimentare un incontro sessuale non altezza delle aspettative.
E’ la reazione al singolo episodio che fa la differenza.
Vedremo perché.



 

La disfunzione sessuale con … l’amante – 2

LA FOGLIA DI FICO

2. Lo spectatoring

In precedenza abbiamo visto che una defaillance sessuale, sebbene in alcuni casi possa essere espressione di conflittualità con radici inconsce, il più delle volte si manifesta per motivazioni banali, non necessariamente destinate a ripetersi. Un uomo sicuro di sé, fiducioso delle proprie capacità amatorie e con la giusta dose di autoironia giudica l’incidente come tale: cosciente che l’episodio potrà anche ripetersi, vive la sessualità con immutato entusiasmo. L’uomo stressato, che affronta con ansia gli incerti della vita, che necessita di continue rassicurazioni sulla validità del suo operato, il perfezionista o semplicemente l’uomo “sensibile” … prende molto seriamente l’accaduto, si sofferma a studiarne attentamente le sfumature, cercando di capirne il perché. “E poi perché proprio a me?”
Per questa tipologia di uomo il successivo incontro sessuale non sarà un momento di gioco ma l’occasione per mettersi alla prova, per studiarsi ed osservarsi al punto di comportarsi un po’ come spettatore di se stesso. Il fenomeno dello “spectatoring” in ambito sessuologico, cioè la tendenza a focalizzare l’attenzione non tanto sulle sensazioni erotiche, piacevoli, ma sullo stato della propria erezione, è altamente distruttivo per la sessualità. L’ansia anticipatoria relativa alla prestazione sessuale innesca il circolo vizioso paura dell’insuccesso – deficit erettivo – paura, con possibile e probabile escalation da singolo episodio di risposta erettiva insoddisfacente, peraltro passeggera, a stato di deficit erettivo grave e cronicizzato. Per quale motivo l’ansia è così deleteria per la gioia sessuale?

Le vie nervose al servizio della sessualità raccolgono gli stimoli potenzialmente erogeni provenienti dai cinque organi di senso e li convogliano verso i centri “superiori”, situati nel cervello, dove vengono elaborati, interpretati ed arricchiti dalle emozioni. E’ esperienza comune che un’eccitazione sessuale possa essere avvertita semplicemente pensando ad una situazione erotica, una fantasia, percependo un odore od osservando un particolare del corpo del partner. Può capitare che l’uomo sperimenti una eccitazione in seguito alle vibrazioni durante un viaggio in autobus o in seguito all’immersione in acqua, per es. al mare.
I centri superiori decidono se lo stimolo e la situazione sono appropriati, facilitando od ostacolando la progressione dell’eccitamento. Queste aree cerebrali sono inoltre responsabili di quelle impressioni soggettive, che chiamiamo emozioni, che colorano la sessualità lasciandoci il dolce ricordo dell’incontro, il desiderio di ritrovarci… che collegano, in definitiva, l’attività istintiva all’affettività.
La nota dolente è che i centri “sessuali” sono in stretta relazione con i centri nervosi che assicurano all’individuo la sopravvivenza e che permettono, quasi automaticamente, la fuga di fronte ad un grave pericolo. Se scatta una reazione di allarme, fisiologicamente non è più possibile iniziare o continuare una qualsiasi attività sessuale, che rappresenterebbe una inutile quanto inopportuna dispersione di preziose energie necessarie per la “fuga”. Del resto si è mai visto un uomo delle caverne fuggire da un animale feroce col pene in erezione?
Quindi, paura, angoscia e purtroppo anche l’ansia agiscono sulla reattività sessuale dell’uomo moderno nello stesso modo in cui una belva agiva migliaia di anni fa sull’uomo primitivo, cioè mortificandone la funzione sessuale fino ad inibirla. Si tratta semplicemente di un meccanismo di difesa al servizio della sopravvivenza e a danno della sessualità.
Si può fare qualcosa?





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La vagina: 4 cose che bisogna sapere
 



1) La lubrificazione della vagina
Durante la fase di eccitamento sessuale, l´interno della vagina si lubrifica grazie alla produzione di un liquido scivoloso. Questo liquido permette un coito portato avanti senza creare irritazioni alla mucosa vaginale. Normalmente i problemi sorgono quando questa lubrificazione è scarsa o completamente assente. Le cause sono da ricercare nella scarsa eccitazione, in squilibri ormonali o all´avanzare dell´età che comporta una minore irrorazione sanguigna e conseguente inferiore produzione del liquido. Per ovviare a questo problema, oltre alle cure specifiche, qualora siano necessarie, è possibile usare delle creme o dei gel che sostituiscano questa funzione naturale.
2) Le dimensioni della vagina
Dalla ricerca condotta da Masters & Johnson su 100 donne che non hanno mai partorito, è risultato che il condotto vaginale, in fase di non stimolazione, aveva le dimensioni di 2 cm. di diametro e di 7-8 cm. di lunghezza interna. In fase di eccitazione le misure cambiavano per la dilatazione, fino a raggiungere la lunghezza di 9,5-10,5 cm. e la larghezza della parte più interna di 5,75-6,25 cm. di diametro (come fosse un palloncino stretto all´ingresso e molto dilatato in fondo). Nelle donne che hanno partorito le dimensioni interne aumentano.
 
3) Il punto G
Il punto G (corrisponde alla iniziale del nome del medico Grafenberg, di origine tedesca che comunicò per primo l´esistenza di questa zona) corrisponderebbe ad una zona erogena, altamente sensibile, che si troverebbe a metà strada tra l´osso pubico e la cervice. Dico che si troverebbe perché, ancora oggi, non esistono dati certi e le varie ricerche forniscono pareri discordanti. La difficoltà nella sua individuazione sarebbe da ricercare nel fatto che, in stato di non eccitazione, le sue dimensioni sarebbero molto ridotte per assumere, in fase di eccitazione sessuale, le dimensioni di una moneta. Indipendentemente dalla reale esistenza di questo punto, le zone sensibili della vagina ci sono, si tratta di cercarle ed approdare così a scoperte piacevoli.
 
4) Verginità e deflorazione
Nonostante siamo arrivati al nuovo millennio, esistono ancora discussioni tra partner sulla verginità della donna.
Le questioni nascono spesso dall´idea che con il primo rapporto debba fuoriuscire un notevole quantitativo di sangue. In realtà solo in pochi casi si ha questa grossa perdita ematica. I dubbi sulla sincerità della donna aumentano con il crescere delle sue insistenze nell´affermare che non ha mai avuto rapporti in precedenza. Il problema grosso è che poi anche la donna viene assalita da dubbi sulla possibilità di avere subito violenze infantili completamente dimenticate.
Se proprio ci teniamo alla verità, senza arrivare ad inventarsi storie fantasmagoriche, dobbiamo prendere atto che alcune donne nascono con un imene parziale oppure completamente assente, che durante il primo rapporto può non essere avvertito alcun dolore, che alcuni imeni possono rompersi solo dopo ripetute esperienze a causa della notevole elasticità e che è molto frequente l´assenza di perdite ematiche durante la deflorazione.